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No dal Molin visto dai giapponesi

YOKOSUKA chiama VICENZA

Le basi militari statunitensi che occupano il territorio nonostante molte proteste degli abitanti locali: uno dei grandi temi che i cittadini italiani e giapponesi hanno in comune.
Yukari Saito (scritto per Internazionale)
Fonte: Internazionale n. 787 del 3/9 marzo 2009

Shukan Kinyobi del 20 febbraio 2009

Il movimento contro l'ampliamento della base militare statunitense di Vicenza e la proposta di referendum per chiedere di fermare i lavori suscitano interesse anche in Giappone. Il giornalista Yujin Fuse, che segue queste iniziative in tutto il mondo, spiega ai suoi lettori cosa è successo nella città italiana.

"Il sindaco di Vicenza ha mantenuto la promessa fatta in campagna elettorale: sfidando la posizione del governo centrale di dare ai cittadini la possibilità di esprimersi. Quello vicentino è un vero esempio di democrazia e di forza delle autonomie locali". L'elogio del caso italiano si trasforma in un atto d'accusa contro Ryoichi Kabaya, il primo cittadino di Yokosuka, una città vicino a Tokyo. Sul territorio di Yokosuka è presente una base navale statunitense, dove dal settembre del 2008 si trova la portaerei a propulsione nucleare George Washington.

Il sindaco, eletto perché aveva promesso di impegnarsi contro la base, è tornato sui suoi passi: ha respinto la richiesta dei cittadini di tenere un referendum, affermando che si tratta di una questione militare di competenza statale. Secondo un avvocato intervistato da Fuse l'affermazione del sindaco non è giuridicamente valida: "Negli Stati Uniti", aggiunge, "alcune basi militari sono state chiuse proprio perché i cittadini hanno potuto dire no attraverso un referendum".

Note:

Si ringrazia per autorizzazione della ripubblicazione dell'articolo alla redazione di
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