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La pena di morte in Giappone

PERCHE' LA PENA CAPITALE NON VIENE ABOLITA - i diritti umani

Malgrado molte pressioni internazionali, in Giappone è ancora forte il sostegno al mantenimento della pena di morte

da Sentaku del settembre 2008
Yukari Saito (scritto per Internazionale)

Sentaku del settembre 2008

Negli ultimi tempi le condanne a morte e le esecuzioni in Giappone sono sempre più frequenti e in Europa suscitano molte critiche. I giapponesi lo sanno e sono consapevoli di essere uno dei pochi paesi al mondo dove c'è ancora la pena capitale.

"Per nostra fortuna", scrive Sentaku, "la crociata abolizionista europea, per ora, è diretta più contro gli Stati Uniti. Forse perché gli europei sono convinti che se gli Stati Uniti abolissero la pena di morte anche il Giappone farebbe lo stesso". Il mensile si chiede perché l'Europa sia così decisamente contraria alla pena capitale.

"La negazione della dignità umana e i possibili errori giudiziari sono ragioni sacrosante. Ma nessuno sembra preoccuparsi del dolore e della rabbia dei familiari delle vittime, liquidati come un istinto di vendetta". Sentaku ironizza sulle raccomandazioni di Bruxelles, che invita Tokyo a non farsi condizionare dalla solidarietà dell'opinione pubblica con le vittime, e scrive: "In Europa la campagna abolizionista parte dai governi e non ha nulla a che fare con la volontà popolare". Perfino rispetto ai possibili errori giudiziari il mensile non risparmia le critiche: "Agli europei la vita nel braccio della morte americano o giapponese sta più a cuore della vita dei civili afgani uccisi erroneamente dai loro militari?". 

 

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