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FUKUSHIMA HA INSEGNATO NULLA AL GOVERNO GIAPPONESE? Riparte un reattore di Tomari in Hokkaido

31 agosto 2011
Fonte: Sankei Shimbun - Tampoposha - 18 agosto 2011

IMPIANTO NUCLEARE DI TOMARI 

18 agosto, Sankei Shimbun 

 

Finito l’ultimo test, il 17 agosto è stato riattivato il reattore numero tre della centrale nucleare di Tomari, in Hokkaido. Lo stesso giorno la governatrice della prefettura Harumi Takahashi ha dato la propria approvazione ufficiale, mentre l’Agenzia per la sicurezza nucleare (Nisa) ha rilasciato alla Hokkaido Electric Power Company (Hepco) il certificato di fine controlli. Si tratta del primo reattore nucleare, fermo per i periodici lavori di manutenzione, che riparte dopo l’incidente alla centrale di Fukushima Daiichi.  

 

Il primo ministro Naoto Kan, interpellato dai giornalisti, ha detto di aver sentito il parere della commissione per la sicurezza nucleare che aveva completato i controlli di sicurezza e ha espresso l’approvazione al riavvio.

 

Durante la conferenza stampa la governatrice Takahashi ha detto di non avere nulla in contrario al riavvio del reattore. Facendo presente che ormai il reattore numero tre era in funzione, Takahashi ha espresso il proprio apprezzamento per le rassicurazioni della Nisa e della Commissione per il controllo nucleare (La governatrice ritiene che la sicurezza sia stata riconfermata.

 

Il giorno precedente, la stessa governatrice si era già mostrata propensa al riavvio, ma aveva rimandato la risposta ufficiale perché i membri della commissione speciale del consiglio provinciale chiedevano prudenza.

 

La procedura di controllo del rettore numero tre era iniziata a gennaio e la sua riattivazione era prevista entro un mese dall’inizio delle procedure di messa a puntodi marzo. Ma dopo l’incidente di Fukushima, la compagnia elettrica ha rimandato la richiesta di riavvio facendo durare le procedure ben oltre cinque mesi.

 

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Il commento dell’associazione antinucleare Tanpoposha

 

Harumi Takahashi è una ex funzionaria del ministero dell’Economia e dell’industria che spingeva per il nucleare. Nel 2003 ha vinto le elezioni governative in Hokkaido, presentandosi come candidata del partito liberaldemocratico (conservatore), chiamata da Nobutaka Machimura, membro della camera dei rappresentanti nell’ex ministero del Commercio e industria internazionale. Il padre di Machimura, ex parlamentare e governatore dell’Hokkaido, e il nonno dell’attuale governatrice di Hokkaido Takekuni Takatsuji erano colleghi, assunti nello stesso periodo dal ministero degli Affari interni. La governatrice ha anche stretti legami con la Hokkaido Electric Power Co..

È risaputo che l’associazione dei sostenitori finanziari di Takahashi riceve ogni anno donazioni private da dirigenti e consiglieri della compagnia.

Inoltre, un’indagine di alcuni consiglieri provinciali dell’Hokkaido ha svelato che alcuni alti funzionari della prefettura (di Hokkaido) sono passati alle aziende su cui vigilavano, come la Hokkaido Electric Power, o aziende ad essa legate. Da quando Takahashi è diventata governatice, sono state assunte almeno quattro persone con questo sistema, conosciuto come amakudari.

 

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Perché tanta fretta di finire i controlli?

Dopo l’incidente di Fukushima nessun reattore nucleare era rientrato in funzione in seguito ai test. Se andava avanti così, anche gli altri reattori (ora) attivi sarebbero stati sottoposti ai controlli periodici e, entro marzo dell’anno prossimo, tutte le centrali del Giappone sarebbero state rese inattive. A quel punto, sarebbe crollato un altro mito: il trenta percento dell’energia elettrica del paese dipendeva dal nucleare.

Ma, con la riattivazione di Tomari, il governo è riuscito a evitare questo scenario in cui non gli sarebbe stato impossibile manipolare i dati reali sulla percentuale di energia elettrica prodotta dal nucleare. Il riavvio del reattore numero tre di Tomari rimanda un tale rischio di tredici mesi. 

 

L’Hokkaido è il più grande granaio del Giappone, come l’Ucraina. Un incidente qui rischierebbe di causare enormi danni per tutto il paese. Inoltre, in Hokkaido le persone usano pochissimo il climatizzatore, perfino in estate. Non serve l’energia delle centrali nucleari in un posto che fa un uso così modesto dell’elettricità.

 

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La centrale nucleare e i media

 

Dopo l’incidente al reattore numero uno di Fukushima le notizie sul nucleare date

dall’emittente statale NHK sono state oggetto di costanti critiche. Ripeteva che non ci sarebbe stata l’esplosione e che la situazione era sotto controllo. Ma, in realtà hanno tenuto nascosto alla popolazione che il livello di pericolo era a 7, pari a quello di Cernobyl.

Perché l’NHK, che dovrebbe essere la tivù di tutti”, si è prestata a fare informazione promozionale del nucleare?

La ragione, d’altronde prevedibile, è che l’emittente ha dei legami stretti con la Tokyo Electric Power Company (Tepco).  

Analizzando i fogli di bilancio del 2010, si scopre che l’NHK ha oltre 90 miliardi di yen di obbligazioni di cui i primi cinque posti sono tutte aziende elettriche a cominciare dalla Tepco: 23 azioni della Tokyo Electric Power per un importo di 14,5 miliardi di yen (circa 130 milioni di euro), 9 della Chubu Electric Power per 6,8 miliardi di yen (circa 61 milioni di euro), 12 della Kansai Electric Power Company per 6,5 miliardi di yen (circa 58 milioni di euro), 10 della Chugoku Electric Power per 5,1 miliardi di yen (circa 46 milioni di euro), 7 della Tohoku Electric Power per 4,5 miliardi di yen (circa 40 milioni di euro).

 

Se fosse venuta a galla la negligenza riguardo all’incidente, sarebbe stato fatale per la sopravvivenza della Tepco; di conseguenza sarebbe stato enorme il danno economico per l’NHK, che ne possiede le quote. Più l’incidente cadeva nel buio, più questa relazione strangolava la tivù pubblica.

Ma, è possibile che un’azienda del genere offra un’informazione neutrale e oggettiva? Se l’NHK dispone di un capitale di eccesso da investire, perché non abbassa il canone dell’abbonamento?

Note:

traduzione dal giapponese di Alessia Cerantola revisionata da Yukari Saito