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CENTRALI NUCLEARI: il possibile scenario di un attacco nascosto dal governo giapponese

Il governo giapponese aveva tenuto nascosto un rapporto sui possibili danni alle centrali nucleari commissionato nel 1984.
2 settembre 2011
Fonte: Asahi Shimbun - 31 luglio 2011

 

Si è venuti a sapere che nel 1984 il ministero degli Affari esteri ha condotto una ricerca del tutto segreta per calcolare i danni provocati da un eventuale attacco alle centrali nucleari del paese. Oltre ai danni ai reattori nucleari e ai recipienti in pressione, si è ipotizzata una totale perdita di energia, come è successo nell’incidente alla centrale nucleare Fukushima Daiichi gestita dalla compagnia elettrica Tepco. Ne è uscito un resoconto che riporta al massimo 18mila morti sul colpo per la fuoriuscita di un’enorme quantità di materiale radioattivo. Ma non è mai stato reso pubblico per paura di un’esplosione dei movimenti contro il nucleare.

 

In vari paesi dell’America e dell’Europa si fanno studi e si mettono in atto esercitazioni per simulare attacchi terroristici alle centrali. Ma è la prima volta che si conferma la ricerca da parte del governo giapponese dello scenario di un attacco alle centrali nel paese.

 

Nel 1981 Israele ha bombardato a sorpresa il reattore nucleare iracheno di Osiraq usato a scopo di ricerca. È per questo che il ministero degli Esteri ha incaricato un gruppo dell’Istituto giapponese di affari internazionali, all’epoca sotto la guida dell’ex ambasciatore delle Nazioni Unite Toru Nakagawa, di fare una ricerca su eventuali attacchi in Giappone e stimare i danni che avrebbero subito le centrali nucleari.    

L’Asahi Shimbun è entrato in possesso del di 63 pagine di formato B5 nel febbraio, datato febbraio 1984.

acciecato dal denaro si perde nel nucleare che lo annienta  

Note:

traduzione dal giapponese di Alessia Cerantola revisionata da Yukari Saito

Licenza: Pubblico Dominio