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Una piccola vittoria, ma la battaglia continua

Il 2011 finisce senza le esecuzioni in Giappone

Dopo 19 anni con le esecuzioni costanti della pena capitale, il Giappone vive un anno di moratoria di fatto.
Grazie a tutti che hanno aderito alla nostra campagna!
29 dicembre 2011
Fonte: Centro di documentazione "Semi sotto la neve"

l'ultimo sole dell'anno

 

Grazie a tutti che hanno sostenuto e aderito alla nostra campagna per incoraggiare il Ministro della giustizia, Hideo HIRAOKA, che era nel mirino delle critiche dei giustiziaristi, reo di non ordinare le esecuzioni mentre il numero dei condannati nel braccio della morte giapponese continuava a rinnovare il record storico nelle ultime settimane raggiungendo la quota di 132, 21 in piu' rispetto a un anno fa.


Il 27 dicembre in una conferenza stampa, il Ministro della Giustizia, a cui spetta il compito di dare l'ordine di esecuzione, ha detto che la pena di morte significa eliminare definitivamente un essere umano, quindi, una decisione cosi grave che non si puo' prendere con leggerezza, benche' la legge va sempre rispettata. Ha, inoltre, sostenuto di non dar un peso particolare al fatto che il 2011 finisca senza alcuna esecuzione.
 

Ma, per gli abolizionisti vale una piccola vittoria, perche' per la prima volta dopo 19 anni  passano la fine dell'anno esonerati di un'enorme desolazione e dell'amarezza per non essere riusciti ad impedire le esecuzioni. Le ultime in particolare, avvenute il 28 luglio 2010, sono state tra le piu' inaccettabili per loro, perche' fatte per l'ordine di Keiko CHIBA, avvocatessa che faceva parte del gruppo parlamentare contro la pena di morte nonche' socia di Amnesty International.
Temevano, dunque, che anche questa volta il ministro, avvocato e abolizionista, cedesse alle enormi pressioni dei burocrati nonche' dell'opinione pubblica di cui la maggioranza considera indispensabile la pena capitale.


Dunque, superati gli ultimi giorni di rischio, ci sentiamo sollevati. 
Ma, non possiamo, purtroppo, abbassare la guardia.


Sara' una piccola tregua concessaci che durera' per pochi giorni, in quanto in Giappone le esecuzioni sono vietate per legge dal 29 dicembre al 3 gennaio. 
Sei giorni di pace, dunque, sia per i condannati che per gli addetti ai lavori, sui trecentosessantacingue - per l'anno prossimo sara' sui 366!


Dovranno riprendersi presto anche gli impegni del Centro di documentazione.

Note:

la campagna:
http://www.peacelink.it/campagne/index.php?id=92&id_topic=73

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