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Nuovo APPELLO URGENTE per FERMARE LE ESECUZIONI IN GIAPPONE

In seguito al rimpasto del governo, il Giappone ha un nuovo ministro della giustizia, Ogawa, ben intenzionato a ordinare le esecuzioni di pena capitale. Potete firmare la NUOVA PETIZIONE anche in italiano
23 gennaio 2012 - traduzione di Claudia Caroli
Fonte: Center for Prisoners' rights

 

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Onorevole Ministro,


                            nel luglio del 2009, nel suo pacchetto di politiche chiamato INDEX 2009, il Partito Democratico del Giappone (DPJ) dichiarò: “Per quanto riguarda la pena di morte, guardando alle tendenze internazionali, come la politica di appartenenza dell'Unione Europea che richiede l'abolizione della pena di morte, noi continueremo a discutere ampiamente, sia dentro che fuori la Dieta, non solo se mantenere o abolire la pena di morte, ma anche della sospensione delle esecuzioni nel contempo, della notifica delle esecuzioni, del metodo di esecuzione, eccetera.” Molti cittadini aspettavano la realizzazione delle politiche espresse nell'INDEX, e poi il DPJ prese il potere.

         Avere un dibattito sulla “sospensione delle esecuzioni nel contempo” è una delle politiche del DPJ. Tuttavia, da quando il Ministro della Giustizia Toshio Ogawa ha assunto il dicastero, ha chiaramente negato che la sospensione sia possibile, puntualizzando che firmare le esecuzioni è parte dei suoi doveri e delle sue responsabilità come Ministro della Giustizia, e ha mostrato ripetutamente la sua intenzione di approvare esecuzioni durante il suo mandato.

         A differenza di altre pene, l'esecuzione della pena di morte deve essere ordinata dal Ministro della Giustizia perchè la pena capitale, che una volta eseguita è irreversibile, richiede attenta considerazione. Il Ministro della Giustizia è autorizzato a prendere una decisione cauta e politica sulla questione delle esecuzioni nel senso di non firmare il mandato di esecuzione, tenendo in conto vari fattori, compresi la riesamina dei precedenti penali dei casi, le circostanze individuali dei detenuti e le tendenze nazionali o internazionali.

         Tuttavia i commenti del Ministro Ogawa potrebbero essere interpretati come dicessero invece che le esecuzioni sono la massima priorità. Non è esagerato affermare che egli sta per abdicare dai propri doveri e responsabilità rinunciando all'attenta considerazione nei riguardi delle esecuzioni.

         In effetti, si sospetta che alcune esecuzioni siano state eseguite ingiustamente perchè era scarseggiata l'attenta considerazione di alcuni ministri di giustizia. Tra coloro che sono stati giustiziati mentre stavano preparando le richieste per una revisione del processo, c'è un detenuto la cui innocenza avrebbe potuto essere chiarita dai test del DNA. Sebbene l'Atto di Procedura Criminale (Criminal Procedure Act) proibisca l'esecuzione di detenuti non sani di mente, di fatto nel braccio della morte c'è un buon numero di persone che sono seriamente malate di mente. Queste persone non possono
intraprendere azioni legali come richieste di revisione del processo o come sollevare un'argomentazione sul fatto che soffrono di infermità metale.
Malgrado queste realtà, non possiamo evitare la possibilità di esecuzioni ingiuste perchè il Giappone non ha un sistema affidabile che esamini efficacemente le condizioni mentali dei prigionieri del braccio della morte.
Come può il Ministro della Giustizia assumersi la responsabilità di esecuzioni illegali?

         La pena di morte è una punizione che priva una persona del diritto alla vita, il diritto umano più fondamentale e importante. È stato continuamente raccomandato dagli organismi delle Nazioni Unite, compresa la Commissione per i Diritti Umani, che il Giappone introduca una moratoria delle esecuzioni e adotti provvedimenti verso l'abolizione della pena di morte.

         Noi le chiediamo, Ministro Ogawa, di fermare le esecuzioni e poi di fare un dibattito ragionevole sul sistema della pena di morte allo scopo di ottemperare alla sua responsabilità come Ministro della Giustizia. A questo scopo, le chiediamo anche di creare un gruppo di studio aperto che sia formato da specialisti in vari ambiti al di fuori del Ministero così che la discussione sarà in grado di guidare il dibattito alla Dieta.

Cittadini che richiedono la sospensione delle esecuzioni