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L'UOVO DI MURAKAMI - Scrittore giapponese in Israele

Molte persone mi avevano consigliato di rifiutare il Jerusalem prize in segno di protesta contro i crimini israeliani in Palestina.
Yukari Saito (scritto per Internazionale)
Fonte: Internazionale n. 789 del 3/9 aprile 2009

copertina del numero di aprile 2009 di Bungei Shunju

Molte persone mi avevano consigliato di rifiutare il Jerusalem prize in segno di protesta contro i crimini israeliani in Palestina. Ma ho deciso di andare e di parlare ai miei lettori".

Lo ha detto lo scrittore giapponese Haruki Murakami al mensile conservatore Bungei Shunju, di ritorno da Gerusalemme.

"Uno scrittore può esprimersi più liberamente di un politico o di un diplomatico. Ma non volevo mandare né un messaggio politico né commentare la situazione. Ho solo cercato di raccontare al mio pubblico come pensa un romanziere". Murakami ha descritto così il suo discorso in inglese alla Fiera internazionale del libro di Gerusalemme, già diffuso da vari mezzi d'informazione. Lo scrittore ha sottolineato di stare "sempre dalla parte dell'uovo e mai da quella dei muri". La metafora è un chiaro riferimento al conflitto arabo-israeliano: i muri rappresentano il sistema e l'uovo l'anima di ogni persona, racchiusa in un fragile guscio.

Secondo lo scrittore giapponese, gli integralisti hanno perso l'elasticità e la capacità di ragionare. Poi, rivolgendosi ai lettori giapponesi, Haruki Murakami ha detto che le persone della sua generazione dovrebbero recuperare quello che hanno perso per colpa del sistema: "Bisogna tornare a essere delle uova dotate di sensibilità e di ideali".

Note:

Si ringrazia alla redazione del settimanale per autorizzazione della ripubblicazione dell'articolo.
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Il testo in inglese e una traduzione in giapponese del discorso alla premiazione:
http://smart.fm/lists/53133

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